Immatricolare un'auto importata in Italia: la procedura passo dopo passo
Aggiornato 2026-08-03 · 7 min di lettura
Immatricolare un'auto importata in Italia significa passare dalla Motorizzazione Civile, pagare le imposte dovute e iscrivere il veicolo al PRA. Il certificato di conformità è il documento che dimostra l'omologazione europea e vi evita un'approvazione nazionale a veicolo singolo.
Quali documenti chiede la Motorizzazione?
In Italia la pratica passa dallo Sportello Telematico dell'Automobilista, così un'agenzia o lo sportello della Motorizzazione presenta tutto in una volta. Il vostro compito è consegnare un fascicolo completo.
La Germania è il mercato di provenienza più frequente, quindi la maggior parte delle pratiche include una Zulassungsbescheinigung Teil II, il titolo di proprietà da restituire al registro tedesco.
- Certificato di conformità (COC) corrispondente al VIN
- Documenti di immatricolazione esteri originali, inclusa la Teil II tedesca ove prevista
- Fattura di acquisto o contratto di vendita firmato
- Codice fiscale italiano e prova di residenza
- Modello TT2119 e ricevute di pagamento di diritti e IPT
Come funziona l'immatricolazione?
Il fascicolo arriva alla Motorizzazione, che confronta i dati del COC con il veicolo ed emette la carta di circolazione italiana. Se i dati tecnici sono completi e l'omologazione dimostrata, di norma in questa fase non serve una revisione fisica.
In parallelo il veicolo viene iscritto al Pubblico Registro Automobilistico, che registra la proprietà, e si paga l'IPT, l'imposta provinciale di trascrizione. L'importo dipende dalla potenza del motore e dalla provincia.
Il trattamento IVA dipende dal fatto che l'auto sia considerata nuova secondo le regole UE. Un veicolo con meno di sei mesi o meno di 6.000 km è tassato in Italia anche se acquistato all'estero; un usato più vecchio comprato da un privato normalmente no.
Che cosa succede senza certificato di conformità?
Senza COC il veicolo deve affrontare un'approvazione individuale in Motorizzazione, con verifiche tecniche rispetto ai requisiti italiani. Richiede più tempo, costa di più e può bloccarsi su dettagli che il COC avrebbe risolto sulla carta.
È anche il motivo più comune per cui un'importazione tedesca altrimenti lineare si arena: il venditore consegna i documenti di circolazione ma mai il COC, che molti proprietari non hanno mai ricevuto.
Coceu recupera il certificato di conformità originale dal canale ufficiale del costruttore tramite il VIN e lo consegna in digitale e su carta, così il fascicolo può essere presentato senza lacune.
Punti chiave
- L'immatricolazione italiana passa dalla Motorizzazione più l'iscrizione al PRA.
- Il certificato di conformità dimostra l'omologazione europea ed evita un'approvazione individuale.
- L'IPT dipende da potenza e provincia; l'IVA dal fatto che l'auto sia considerata nuova.
- Le importazioni dalla Germania richiedono di norma la consegna della Zulassungsbescheinigung Teil II.
Domande frequenti
Posso circolare con targa tedesca in Italia durante la pratica?
Solo entro i limiti dell'immatricolazione e dell'assicurazione estere. Una volta residenti in Italia il veicolo va immatricolato qui, quindi conviene iniziare subito.
Quanto costa l'immatricolazione?
Diritti, imposta di bollo e IPT insieme partono di solito da alcune centinaia di euro, in base soprattutto a potenza e provincia. Il COC è una voce separata e una tantum.
Il COC tedesco è valido in Italia?
Sì. Il COC è un documento armonizzato europeo, quindi un certificato emesso dal costruttore per un'auto del mercato tedesco viene letto e accettato dalla Motorizzazione.
E se il modello non è mai stato venduto in Italia?
È normale nelle importazioni e non è un problema, purché il modello abbia l'omologazione europea di veicolo completo. È esattamente ciò che il COC dimostra.